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giovedì 29 luglio 2010

Problemi per i supereroi francesi

Sarete certamente a conoscenza della decisione delle autorità francesi relativamente al divieto di indossare il burka su suolo del Paese. Decisione che potrebbe estendersi anche alla Gran Bretagna e ad altre nazioni europee.

Bleeding Cool ci scherza su: ed adesso come farà Fantomex?

E poi Capitan Bretagna? Dovrà togliersi la maschera?

Eppure, e per una volta seriamente, il fatto di poter identificare o meno una persona a volto coperto è un fatto serio, è l'essenza su cui si basa la figura del supereroe ed è stato anche uno dei principali argomenti della campagna di Tony Stark durante Civil War, già qualche anno fa.
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Adesso mettete insieme questo e quanto accade sulle pagine di Dark Reign. Notate qualche altra somiglianza con qualche paese europeo?

Forse sono casualità o forse i nostri amici alla Marvel riescono a leggere questi tempi con occhio più attento di quanto si potrebbe pensare per degli scrittori di fumetti.

martedì 18 maggio 2010

Il potere di un costume

Da un grande costume derivano grandi responsabilità.

Non era così, dite?

Vabbeh, in ogni caso ecco due storie per cui il costume fa la differenza.

La prima ci viene
raccontata da Repubblica da cui citiamo: "L'Uomo Ragno sventa un furto ad Adelaide. Sembra l'inizio di una storia a fumetti ma è quello che è realmente accaduto in un negozio di comics della città australiana: vestito da Spiderman il proprietario del Comic Centre Michael Bauldestrone, 45 anni, ha individuato un cliente che stava cercando di rubare un fumetto d'epoca da 160 dollari e lo ha fermato estraendo il libro dal suo zaino. Bauldestrone e gli altri clienti erano tutti vestiti da supereroi in occasione dell'International Free Comic Day".

Mmhh, secondo me, essendo il proprietario, lo avrebbe bloccato in ogni modo, anche senza costume.

Altro tono la storia di Electron Boy.

Il tredicenne Erik Martin infatti ha il cancro al fegato ma la sua voglia di combattere il crimine è più forte e nei panni di Electron Boy ha sconfitto Black Out Boy ed il Doctor Dark, il tutto grazie alla Make-A-Wish Foundation di Seattle.




"È stato il più bel giorno della mia vita", ha detto il giovane eroe.

Eh, il potere di un costume.

giovedì 25 marzo 2010

Dì la tua: Il miglior allegato da edicola e... Watchmen 2!

A questo giro il vincitore è unico, solo ed incontrastato. Si chiama "Super-eroi Le Grandi Saghe" e strapazza gli avversari.

Unico a resistere (un pochino) è "Batman la leggenda".

Solo briciole per gli altri, come si può vedere sotto:
1) Batman la Leggenda - Panorama/Il Sole 24 Ore 22 (18%)
2) Tex Collezione Storica a Colori - Repubblica/L'Espresso 3 (2%)
3) Super-eroi Le Grandi Saghe - Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport 72 (61%)
4) I Maestri del Fumetto - Il Sole 24 Ore/Panorama 4 (3%)
5) Alan Ford - TV Sorrisi & Canzoni/Panorama 7 (5%)
6) 100 Anni di Fumetto Italiano - Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport 4 (3%)
7) I Più grandi Super-eroi della Terra - Corriere dello Sport/Tuttosport 4 (3%)
8) Frigidaire - Liberazione 2 (1%)

Next: Watchmen 2... e abbiamo detto tutto.

giovedì 11 marzo 2010

Dì la tua: Fumetti sottovalutati e... il miglior allegato in edicola!

Quali sono, ad oggi, i fumetti che più andrebbero sponsorizzati in quanto sottovalutati?

Quali quelli che tra un anno esploderanno e per cui voi potrete dire "l'avevo detto"?

Così, a parte i nostri lettori preferiti (il 34%!) che arrivano sul Cusblog e pigiano a caso (o quasi), il verdetto é il seguente: Comics USA al primo posto, a debita distanza il fumetto italiano tallonato dalle bedé, più staccati fumetti digitali, la categoria graphic novel e, all'ultimo posto, gli odiatissimi (ma perché?) manga.

Dettaglio risultati - Dì la tua: Qual è, oggi, il fumetto più sottovalutato?
1) I Comics USA 31 (26%)
2) La B.D. Franco-belga 17 (14%)
3) I Manga e affini 3 (2%)
4) Il Fumetto Italiano 20 (17%)
5) I Graphic Novel 8 (6%)
6) Il fumetto digitale 10 (8%)
7) Non ne ho idea, però quando passo su Comicsaddicted non posso fare a meno di votare il sondaggio 40 (34%)


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Next: Qual è la migliore serie di allegati a fumetti in edicola?

giovedì 24 settembre 2009

Dì la tua: Manga e ... formati!

Buon successo sul sondaggio dedicato ai lettori manga.
La maggioranza di rivedono in letture silver age a là Dragonball. Seguono a distanza i lettori vecchia scuola Mazinga-style e ancora dopo gli appassionati delle ultime e più famose uscite.
Fanalino di coda i lettori che cercano l'XXX nel manga a dimostrazione che sbaglia chi, masticando poco di fumetti, fa un associazione diretta tra fumetti orientali ed eros.
Come scordarsi però che il blog si chiama COMICSaddicted? Non sarà mica un caso ... ed infatti lo puntualizza quasi la metà dei votanti.

Risultati:

1) Death Note style. Sono un lettore/trice manga new school. 8 (9%)
2) Mazinga style. Sono un lettore/trice manga old school. 13 (15%)
3) Dragonball style. Sono un lettore/trice manga silver age. 20 (23%)
4) Clinica dell'amore style. Sono ingrifato/a. 3 (3%)
5) Da quando in qua questo blog e diventato un covo di mangofili? 40 (47%)

Ed ora?

Si ritorna a parlare di comics e del formato migliore con il quale preferite leggerli!

venerdì 10 luglio 2009

Volete vivere di fumetti?

O, in altre parole, volete campare coi/nel mondo dei/per mezzo dei fumetti?

Fortuna che siete incappati in Comicsaddicted!

Le strade principali da percorrere sono due:

1) Aprire una fumetteria


In questo caso le cose da fare sono 2 nella successione che preferite:
- leggere questi interessanti articoli di "Harry dice", farne tesoro e provare ad applicarli al mondo che vi circonda;
- sperare che i digics non prendano troppo piede.

2) Diventare un fumettista


La seconda opzione prevede 3 step
- imparare a disegnare o scrivere;
- cercare di far arrivare il vostro lavoro a qualche casa editrice - ed in questo caso molto interessante (quantomeno per il mercato statunitense) l'articolo uscito qualche tempo fa su Optimum Wound;
- sopravvivere col vostro lavoro.

Ci interessa soprattutto questo ultimo punto su cui ancora l'ottimo (non per niente) sito di cui sopra sforna una bella guida dal titolo "23 Ways for a Comic Artist to Survive and Thrive in any Economy".

In pratica 23 consigli su come fare per sopravvivere di fumetto, in tutte le forme che possiate immaginare. E se alcuni consigli vi sembreranno superflui, attenzione: l'articolo vi spiega come "sopravvivere" e non come "sfondare"!


Per conto nostro aggiungiamo il 24esimo: "Imparate almeno un po' di inglese". O tutti gli altri 23 consigli saranno inutili.

venerdì 24 ottobre 2008

La Marvel protegge i gay (o forse no)

Due anni fa su Comicus parlavamo della Polemica scatenata da Andrea Lafferty contro l’omosessualità nei fumetti Marvel. La Lafferty, direttore esecutivo della Traditional Values Coalition (una sorta di Moige ancora più fanatico) attaccò durante una trasmissione Stan Lee puntando il dito contro la presenza di personaggi omosessuali nei fumetti, e più in generale di tematiche sociali troppo pesanti…
La cosa sembrava avere avuto solo una parziale influenza sulla gestione delle casa editrice da parte dell'editor Joe Queasa: in fondo i personaggi omosessuali continuavano ad avere il loro (piccolo) ruolo all'interno delle storie, basta guardare a Wiccan e Hulkling sulle pagine degli Young Avengers, o Carolina dei Runaways o Anole dei New X-men.

Pare però che Anole rischiava di non essere tanto fortunato. Nella seconda saga della testata New Mutants (la serie che poi sarebbe diventata New X-Men), gli scrittori Nunzio DeFilippis e Christina Weir prevedevano di far morire suicida il personaggio.
La storia era già scritta e i primi due numeri già disegnati e colorati: durante l'incontro genitori-insegnanti dello Xavier Institute, i genitori di Anole assistevano al bacio tra Xi’an “Shan” Coy Manh ed un'altra donna e rimanevano sconvolti. Per reazione Anole decideva di rivelare la propria omosessualità alla madre e al padre, ma questi non lo accettavano. Il ragazzo avrebbe cercato il sostegno dei suoi due migliori amici (Elixir e Satiro) che invece gli avrebbero voltato le spalle. La disperazione avrebbe portato Anole al suicidio…
Nella recente punta del blog delle leggende urbane dei comics, i due autori raccontano come l'editor Joe Quesada (appena salito al potere dopo la "caduta" di Jemas) avesse però cassato la storia quando gli albi erano già pronti, obbligandoli ad un tour de force per rimontare tutta la saga.
Quindi alla fine sembra proprio che Joe Quesada abbia voluto proteggere uno dei pochi personaggi gay della Marvel, risparmiandogli un destino che era un po' un cliché e prepararlo ad una carriera che gli avrebbe ritagliato un ruolo prominente nelle successive saghe dei New X-Men.

Ma leggendo meglio l'intervento di DeFilippis e Weir, notiamo che le cose non stanno proprio così:

"Quindi l'idea era che noi alleggerissimo un po’ la storia. Ci chiesero se potevamo eliminare il bacio lesbico che turbava i genitori (la risposta fu no perché senza quello la storia non poteva iniziare). Se potevamo non mostrare il bacio, magari facendolo avvenire fuori scena (optammo per mostrare solo le sagome). Se Northstar poteva non menzionare mai di essere gay (questo ci indispettì perché il suo coming out è avvenuto anni fa)"
Anche se l'obiettivo di Quesada era " to be less controversial. So a gay student killing himself is not a story he wants to see in his young-reader friendly book", dalle dichiarazioni dei due sembra che il problema, più che il suicidio di un personaggio gay, fosse affrontare il tema dell'omosessualità sull'albo.

Ma forse non dobbiamo guardare in maniera troppo maliziosa alla cosa.

Probabilmente Quesada stava solo cercando di ripristinare una dimensione più classica alla Marvel: in fondo fu uno degli storici editor della Casa delle Idee, Jim Shooter, ad obbligare John Byrne a trasformare quello che nelle sue trame doveva essere un Northstar omosessuale e sieropositivo in un Mezzo Elfo in crisi di astinenza da luce magica…

venerdì 10 ottobre 2008

Le case editrici cattive

Per il lettore di comics medio, il nerd sfegatato che si preoccupa che tutti i volumi abbiano la costina con i numeri progressivi, una casa editrice è cattiva quando ammazza il suo personaggio preferito, quando non ristampa la sua storia preferita o interrompe la sua serie preferita..
Oggi abbiamo per voi un racconto che vi mostrerà una nuova prospettiva sul concetto di "casa editrice cattiva"…

Interpellato ai microfoni della rubrica di gossip fumettistici Lying The Gutters, il disegnatore Pat Broderick, noto per la sue run su Doom 2099 e Legion of Super Heroes, ha raccontato vari momenti della sua carriera e tra questi gli ha stato chiesto quale fosse il suo ricordo peggiore.
Broderick, senza esitazione, racconta di un periodo in cui suo figlio Ryan aveva sviluppato una seria malattia, e per sostenerne le spese la polizza medica offerta dalla DC (con la quale al tempo lavorava come free lance) non bastava. Quando lo fece presente ai manager della casa editrice, questi usarono la malattia di suo figlio e la promessa di una polizza migliore come punto di negoziazione per estendere per un altro anno il suo contratto…

La storia ha portato la replica di Valerie D'Orazio, editor di svariati titoli DC e prossimamente scrittrice di Cloak e Dagger per la Marvel, che con il disegnatore condivide un'esperienza simile.
La donna nell'autunno del 2003 si trovava preda dei debilitanti effetti collaterali di una medicina contro il colesterolo, tra cui dolori alle arterie e artrite nonché una generale debolezza. Ad appesantire il tutto, stava anche sostenendo il carico di lavoro di altri due editor in permesso per maternità. Il dolore era diventato così tanto che si era trovata costretta a chiedere un breve periodo di permesso per malattia.
La risposta di Dan DiDio e dei manager della DC fu che Valerie non aveva diritto ad un permesso pagato ma, in via del tutto eccezionale, le avrebbero dato una settimana di permesso non-retribuito. La donna, che non poteva permettersi un periodo senza stipendio, si trovò costretta a lavorare nonostante la malattia, che così andò aggravandosi.
La condizione di Valerie è stata anche oggetto di tentato compromesso nel momento in cui ha rassegnato le dimissioni dalla DC. L'azienda le ha proposto di firmare un Accordo di Non Divulgazione, allettandola con l'ampliamento per un mese dell'assicurazione medica, anche se non lavorava più con loro: cosa di cui la donna aveva disperatamente bisogno vista la sua salute. Lei però ha rifiutato, per non privarsi del diritto di poter parlare delle ingiustizie che ha subito.
Le sue parole per descrivere quello che le è successo sono state "Le aziende non hanno diritto di fare dei compromessi sulla nostra salute."

mercoledì 6 febbraio 2008

300 spartani che vennero da destra, ma non avevano la precedenza...

Propongo questa come la controversia della settimana.
Come segnalato da Roberto Recchioni, un esponente di Alleanza Nazionale, tale Andrea DePriamo, sta utilizzando l'immagine del fumetto di Frank Miller riportata qua a lato, come campagna pubblicitaria per sé e per il suo partito.

Come giustamente fanno notare in molti, è probabile che questo utilizzo possa essere sanzionato da una querela da parte di uno tra Magic Press, Frank Miller e Dark Horse.
Non solo questo manifesto ha avuto l'"onore" di apparire su Lying in the Gutters, ma adesso, a quanto pare, tale manifesto è scomparso dal sito del politico.

A conferma che niente e nessuno può fermare Leonida!
Auh! Auh! Auh!

via comicus.forumfree.org

giovedì 3 gennaio 2008

La Marvel con l'ONU

È rimbalzata su tutti i giornali l'ottima iniziativa a fini benefici della Marvel Comics, contattata dall'ONU stessa per un'operazione di rilancio della propria immagine.

L'organismo internazionale, infatti, ha affidato alla casa editrice il compito di preparare alcuni fumetti in cui i propri supereroi collaborino con l'ONU stessa e con l'UNICEF per sconfiggere le principali piaghe che attanagliano un paese immaginario del terzo mondo.
Lo scopo dichiarato di questo fumetto, distribuito inizialmente nelle scuole americane con la tiratura di un milione di copie per poi essere diffuso anche nei paesi del terzo mondo, è quello di far associare ai giovani lettori il binomio ONU-forze del bene.
Le storie saranno pronte a febbraio, anche se il team artistico è al momento top-secret, e la prima di queste vedrà come protagonista il solo Uomo Ragno, mentre le successive coinvolgeranno il resto del Marvel Universe.

Non si tratta della prima collaborazione speciale per la Marvel Comics, che già altre volte aveva diffuso storie ad hoc presso i soldati americani in missione in tutto il mondo.