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lunedì 13 dicembre 2010

ILLOGICO IS ... # 7: ex-fumettista un tempo molto cordiale

Bio: L'ex fumettista un tempo cordiale una volta era davvero cordiale. Poi ha cambiato idea, o così pare. Magari tra un po' tornerà ad essere cordiale.
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"ILLOGICO IS..." descrive quello che c'è di illogico (e ce n'è) nel mondo dei fumetti, internet e nerdismo in generale. La vignetta è "open & change", in quanto la nostra volontà è quella di alternare sulla stessa autori sempre diversi. Se siete interessati a contribuire (testi e/o disegni e/o suggerimenti) con la vostra vignetta, inviate una mail a ziopoli@tin.it

lunedì 13 settembre 2010

E Darwyn Cooke tirò una birra ad Alonso....

Questa me l'ero persa.

Tutto nasce pochi giorni fa da una domanda di un fan a Tom Breevort, cui ha risposto affermando che Darwyn Cooke avrebbe avuto più offerte da parte della Marvel se non avesse tirato un drink addosso ad un loro editor.

Incuriosito ho fatto qualche ricerca, ma ci ha pensato subito
Rich Johnston a rinfrescarci la memoria.

A quanto pare nel 2005 Cooke e Alex Alonso avrebbero avuto un alterco su un progetto il cui "pitch" di Cooke sarebbe stato fin troppo simile a come sia stato messo in pratica da altri autori. La lite è finita con i due che si separavano senza aver risolto un granché. Qualche minuto dopo Cooke è tornato sui propri passi afferrando la birra di Alonso e gettandogliela addosso. Solo Nick Lowe, altro editor della Marvel, ha impedito che Alonso reagisse.

Credo ci sia una lezione in tutto questo, ma non riesco ad andare oltre a "Non tirare una birra addosso a chi potrebbe darti un lavoro o ai suoi colleghi"...

venerdì 7 maggio 2010

Mike Mignola Vs Ethan Van Sciver

È Bleeding Cool a raccontarci questa torbida storia.

In pratica alla scorsa convention di Chicago Mike Mignola era lì a firmare autografi.

Arriva Ethan Van Sciver con al seguito un tizio minaccioso con la tastiera.
Il tizio minaccioso inizia a suonare e cantare per la gioia di Van Sciver e probabilmente ha anche una pistola che tende a scoraggiare chi si lamenta della musica (Mignola).

Questa la versione del creatore di Hellboy.

Di seguito la versione (quasi testuale) di Van Sciver: "Chris Ward di Wizard ha visto la tastiera e si è messo a cantare, io ridevo e Mignola era incazzato e ci ha chiesto quando smettevamo di fare casino. Abbiamo smesso subito".

Ethan ma perché non avete continuato? Volevamo la mega-rissa con le pistolettate e tutto il resto! Quella sì che sarebbe stata una notizia!

martedì 26 gennaio 2010

Controversy Watch: L'eutanasia di Dylan Dog?

Volente o meno Roberto Recchioni finisce spesso per essere coinvolto nel vortice delle polemiche.
Da quelle confinate nei ristretti quartieri abitati dagli "addetti ai lavori" del fumetto italiano a quelle, decisamente più ampie, del giornalismo "vero" fino alla politica.

I fatti:
Mater Morbi, la sua ultima storia per Dylan Dog, è veramente ben fatta; ha tematiche vicine allo stesso scrittore ed è diventata uno degli eventi fumettistici di questo inizio 2010.

La storia, riguardando principalmente la malattia ed il modo di accettarla o meno, tocca argomenti scomodi tra i quali l'eutanasia. Termine che, solo pronunciandolo, implica connotazioni politiche (quantomeno nella povera Italia del 2010).
Ecco che, come riporta fedelmente a partire da qui lo stesso Rrobe nel suo blog intorno alla storia si è scatenato un vespaio di polemiche che hanno coinvolto attori del calibro del Secolo D'Italia, L'Unità, Il Corriere della Sera, il sottosegretario Roccella e ovviamente l'autore.
Recchioni ha buon gioco nel chiarire il significato della storia, che ovviamente non è motivata né da intenti politici né da posizioni preconcette riguardo all'argomento, ma che invece mostra a più riprese le varie angolazioni del problema.

Riesce inoltre (e gliene rendiamo merito) a dimostrare la superficialità dei giornalisti nell'affrontare tematiche legate al fumetto, rendendo quindi un prezioso servizio al fumetto stesso.

Unica domanda che vorremmo fare a Recchioni è la seguente: dopo essersi rapportato con un po' di sano, professionale e virtuoso giornalismo "vero", ha forse cambiato idea sul povero e impreparato giornalismo "specializzato" a fumetti?

domenica 17 gennaio 2010

Polemiche per Kick Ass

Autori di fumetti, web e polemiche.

Un terzetto che va spesso a braccetto... perché fare polemica sul web, si sa, è il primo modo per stare al centro dell'attenzione e mettere sotto i riflettori i lavori di prossima uscita.
Ma non sempre c'è bisogno di perdere tempo con un'intervista bollente o un post da blog piccato, a volte il web fa tutto da solo...



Come nel caso di "Kick-Ass", il film tratto dal fumetto di Mark Millar e John Romita Jr.
All'uscita del trailer l'australiano, il Daily Telegraph ha diffuso la notizia che i Family Groups si sono dichiarati scandalizzati per il linguaggio scurrile della piccola Hit Girl, ma hanno deciso di non esporsi pubblicamente per non fare pubblicità gratuita al film.

Ma non c'è stato bisogno visto che c'ha pensato il Daily Telegraph a dare visibilità al tutto, seguito da The Straits Times, The Herald Sun e Metro che hanno riportato la notizia, accompagnati da una serie di notizie del tipo:

Sounds hilarious, its on my movie-to-see-list as of now.
I'd never heard of this film.....until now.

Sounds great. The producers should thank the Family Group for the free advertising!!


Con buona pace dei Family Group e per la felicità del portafoglio di Mark Millar.
Tutto questo ovviamente finché qualcuno non si renderà conto che il trailer istiga alla pedofilia...

lunedì 28 dicembre 2009

Controversy Watch - Piombo rovente

Da lungo tempo noi italiani dimostriamo un vero e proprio feeling con le vicende di cowboy ed indiani. Sergio Leone ha dettato la via e lo spaghetti western ha fatto scuola.

Adesso che i disegnatori italiani spopolano con i supereroi americani era quindi naturale che un nostro conterraneo approdasse ad uno dei pochi western di successo d'oltreoceano.

Stiamo parlando di Cristiano Cucina e del Jonah Hex targato DC Comics.

Purtroppo però invece che gioire per l'ennesimo successo italico ci tocca trattare di una nuova polemica.
Eh sì, perché il già da noi segnalato Nuvole Anomale nota delle somiglianze più che sospette tra la copertina di cui sopra e delle copertine di Magico Vento a firma Andrea Venturi e Pasquale Frisenda, mentre il sempre puntuale Harry Dice ne fa una spietata analisi.

Probabilmente, come l'affaire "Cronache del Mondo Emerso" ci ha insegnato, non è che la punta dell'iceberg, quindi cosa se ne deduce?

Che Nuvole Anomale non avrà problemi con gli aggiornamenti!

venerdì 20 novembre 2009

Controversy Watch - Il caso (?) Alessio Spataro

Credo sappiate già tutto del "caso" Ministronza - Alessio Spataro - Giorgia Meloni.

No? Allora rimandiamo qui nonché al sempre autorevole blog di Luca Boschi che ci evita la fatica di riportare/riassumere il tutto.
Insomma, in due parole, il libro di satira edito da GRRRzetìc e "dedicato" alla Ministra è finito su qualche scrivania diversa dalle solite e si è aperta la rumba. Chiunque fosse nei pressi del parlamento con o senza qualche
carica ha iniziato a condannare il fumetto.
Senza entrare troppo nel merito della vicenda tre considerazioni sono interessanti:

1) I ns politici sono dei gran lettori di fumetti, infatti ci aspettiamo che chi ha espresso i giudizi di cui sopra avesse letto "Ministronza", giusto? O quantomeno il relativo
blog..... giusto??

2) Tra le tante dichiarazioni una in particolare ci interessa. Quella del Ministro Gelmini che stabilisce: "L'attacco sconsiderato portato al ministro Meloni supera ampiamente i limiti della satira". Al che noi ci chiediamo: ma questi limiti chi li decide? E chi decide quando la satira è "buona" e quando diventa un "attacco sconsiderato"?

3) Tra tutti chi ci è rimasto più male?
Lui!

lunedì 2 novembre 2009

Controversy Watch: Alan Moore Vs Blackest Night (e l'intera industria del fumetto)

Riassunto in tre passaggi:

1. Alan Moore rilascia
un'intervista in cui dovrebbe parlare di Marvelman. In realtà, come fa giustamente notare Beeding Cool, alla fine si va a parare in modo piuttosto distruttivo sullo stato generale della "comic industry" ed in particolare su “Blackest Night”. Il sommo ritiene che l'evento sia interamente basato su un suo vecchio lavoro e che ciò dimostri quante poche idee ci siano in giro ritenendo il tutto piuttosto umiliante.





2. Risponde James Robinson il quale, per nulla intimorito, contrattacca. Si tratta solo di continuity ed in fondo anche TUTTO il lavoro di Moore (incluso il finale di Watchmen!) è copiato bene o male da idee precedenti.



3. Anche Ethan Van Sciver vuole dire la sua, ovviamente smentendo la tesi di Moore definita "ridicola".

E voi da che parte state?
(Consiglio: da quella di Moore che, come giustamente fa notare Robinson, è un mago e potrebbe mandarvi qualche strana creatura a casa…)

sabato 5 settembre 2009

Non chiudete John Doe!

Incerti se pubblicare un sondaggio "dei nostri" sulla prematura dipartita di John Doe, ci ha pensato questo esilarante video a fotografare il pensiero di un "lettore tipo" del fumetto di Recchioni & Bartoli:

Per chi non fosse ferrato o volesse approfondire più seriamente l'argomento si rimanda alla discussione (citata dallo stesso video) sul nostro forum

lunedì 31 agosto 2009

Controversy Watch: Italia's Ridicolous Boyz

Che succede se un noto fumettista generalmente quieto come ED! sforna un fumetto satirico "ispirato" a Ausonia's Serious Toyz nel quale la faccenda ruota intorno al fatto che il sopracitato Ausonia abbia lavorato per l'odiata Mondadori? E che succede se dentro al fumetto satirico viene inserito anche un certo Roberto Recchioni?


Semplice: un casino!

Stay tuned!



venerdì 21 agosto 2009

Rob Liefeld contro Yellow Hat Guy

Anche la Chicago Con ha avuto il suo momento storico.

Breve riassunto dell' "epico" avvenimento che potete trovare dettagliato nel
blog del protagonista, il Ragazzo dal Cappello Giallo:
In pratica il soggettone, trovandosi davanti a Rob Liefeld, non ha potuto fare a meno di chiedere delle scuse per il trattamento dato dall'autore ai Vendicatori durante Heroes Reborn.
Ovviamente Liefeld non l'ha considerato manco di striscio ma il nostro eroe non si è dato per vinto e (pare senza alcuna premeditazione) ha comprato una copia di "How to Draw Comics the Marvel Way" per regalarla al buon Rob.


Gliel'ha anche dedicata con questa frase:
"Rob, I know you aren’t willing to apologize right now. This manual will help you in you future endeavors. Please study it carefully, and consult it before rebooting another comic title. If you still wish to apologize for “Heroes Reborn,” you can do so by emailing me ..."E gliel'ha consegnata.
A dire la verità l'ha aperta il tizio accanto a Rob:


Ma comunque, il Ragazzo dal Cappello Giallo ha postato tutto su internet e si è aperto un vespaio. Ha fatto bene? Ha fatto male? E' un eroe, martire della società o un frustrato in cerca del suo momento di gloria?

Bleeding Cool non ha dubbi, il gesto è stato sbagliato come confermato da vari colleghi del povero Liefeld, da Ethan Van Sciver a Joe Jusko a Pia Guerra.
Ma il commento migliore è stato quello di Ron Marz che riassume il gesto come "Classless and clueless".Noi concordiamo, "senza classe e senza scopo" ...sopratutto sul secondo motivo e no, non perché davvero Liefeld non possa migliorare a questa età, ma perché alla fine Rob l'ha presa a ridere (dice lui) ed il libro l'ha pure regalato (ad uno a cui era andato a fuoco insieme alla
casa)

... mmm, sarà ... non è che poi mi riemerge su e-bay in vendita da un certo R.L.?)

venerdì 8 maggio 2009

Napoli Comicon 2009. 26000 biglietti entusiasti e 3 domande da 1 deluso

Riceviamo dal nostro Paolo Pugliese un personale articolo di denuncia per quel che riguarda l'edizione del Comicon di quest'anno. In contemporanea alla stesura di questo articolo abbiamo intervistato Claudio Curcio stesso che ha parzialmente risposto ai quesiti posti nell'articolo stesso. Dato però che altri punti non sono stati indirizzati e rimangono comunque aperti a possibili dibattiti, presentiamo la sua versione dei fatti.

Napoli Comicon 2009: Quando il successo di pubblico va oltre le aspettative e le capacità di organizzazione

Ricostruiamo gli eventi: Sabato 25 aprile, già alle ore 10,00 del mattino, si era creata una situazione preoccupante, con una fila davanti alla biglietteria che usciva fuori dal cancello del castello e proseguiva sul marciapiede lungo le mura per 200/300 metri, se non di più.
Una cosa impressionante, visto anche che la coda continuava ad allungarsi, con gente che si aggiungeva ad ondate.
Alle 12,00 si è presa la decisione di chiudere la biglietteria ed i cancelli, non facendo entrare più nessuno per motivi di sicurezza, visto che la capienza del castello non poteva contenere oltre un numero massimo di persone.
A questo punto, un membro dello staff organizzativo ha cominciato ad avvertire la gente rimasta fuori che non era possibile entrare, con la biglietteria che avrebbe aperto verso le 14,30; si sono invitati gli astanti a disperdere la fila ed andarsene, paventando addirittura la possibilità che la polizia avrebbe agito contro la folla per motivi di ordine pubblico.

Il problema è che -secondo le nostre fonti- dopo ore di attesa la situazione non è affatto cambiata, con cancelli e biglietteria chiusi oltre le ore 15,00 , lasciando moltissimi appassionati fuori, tra i quali c’era gente anche di altre città, come Bari, Foggia, Lecce, Roma, Macerata, persino dalla Sicilia, venuti praticamente a vuoto.
Di fatto si è andato avanti facendo entrare solo dopo che un certo numero di visitatori avesse lasciato il castello e sempre a prezzo pieno, nonostante l’avvicinarsi dell’orario di chiusura.
Ci sono stati innumerevoli disagi anche per chi è entrato, con zone del Comicon inaccessibili per la folla (la sala Magna, ad esempio, o l’area videogiochi), corridoi ingolfati dal traffico umano e l’area ristoro non in grado di soddisfare tutti i presenti, i quali non hanno potuto fare altro che uscire dal castello per acquistare acqua e panini, rimanendo però bloccati fuori ad attendere che uscisse lo stesso numero di persone di quelle che volevano rientrare.
A fronte di una situazione non certo facile, l’Organizzazione ha dichiarato che, in base alle stime degli anni precedenti, non si aspettava davvero un’affluenza così copiosa; Castel Sant'Elmo è un posto tanto bello quanto, purtroppo, inadatto a contenere un largo numero di gente e questa edizione lo ha pienamente dimostrato. A detta degli organizzatori sarebbe stata comunque la stessa polizia a bloccare gli accessi per questioni di sicurezza.
Sarà, ma ci sono dei fatti di cui tenere conto.

1) Perché non aver previsto un’affluenza così copiosa, visto che il giorno 25 aprile le scuole sarebbero state chiuse, con migliaia di studenti dirottati a Castel Sant’Elmo? Alla luce di questo e del fatto di avere sulle spalle 10 edizioni segnate da una crescita esponenziale in termini di importanza e presenza di pubblico, l’ammissione di non aver previsto un’affluenza così copiosa fa sembrare gli organizzatori degli sprovveduti, cosa che non crediamo che sia.

2) Perché non aver fatto la prevendita dei biglietti, anche on line, per evitare una situazione così disumana ai cancelli?

3) Perché (secondo molte testimonianze) c’era un gazebo per fare i biglietti dove lavoravano solo due persone? Perché la moderna biglietteria del Castello (con parecchie postazioni) era chiusa? Perché non si è aumentato il personale vedendo una fila di circa 3000/4000 persone in mattinata? Perché, a un certo punto, i biglietti sono inspiegabilmente finiti e la gente in fila dentro i cancelli chiusi è rimasta bloccata senza poter né entrare e né uscire?

Alla luce di questi interrogativi e disagi raccontati, ci auguriamo che per la prossima edizione si prenda in considerazione un’altra sede, sicuramente meno affascinante di sant'Elmo, ma ben più capiente a supportare una kermesse cresciuta sempre di più.

Paolo Pugliese

venerdì 24 ottobre 2008

La Marvel protegge i gay (o forse no)

Due anni fa su Comicus parlavamo della Polemica scatenata da Andrea Lafferty contro l’omosessualità nei fumetti Marvel. La Lafferty, direttore esecutivo della Traditional Values Coalition (una sorta di Moige ancora più fanatico) attaccò durante una trasmissione Stan Lee puntando il dito contro la presenza di personaggi omosessuali nei fumetti, e più in generale di tematiche sociali troppo pesanti…
La cosa sembrava avere avuto solo una parziale influenza sulla gestione delle casa editrice da parte dell'editor Joe Queasa: in fondo i personaggi omosessuali continuavano ad avere il loro (piccolo) ruolo all'interno delle storie, basta guardare a Wiccan e Hulkling sulle pagine degli Young Avengers, o Carolina dei Runaways o Anole dei New X-men.

Pare però che Anole rischiava di non essere tanto fortunato. Nella seconda saga della testata New Mutants (la serie che poi sarebbe diventata New X-Men), gli scrittori Nunzio DeFilippis e Christina Weir prevedevano di far morire suicida il personaggio.
La storia era già scritta e i primi due numeri già disegnati e colorati: durante l'incontro genitori-insegnanti dello Xavier Institute, i genitori di Anole assistevano al bacio tra Xi’an “Shan” Coy Manh ed un'altra donna e rimanevano sconvolti. Per reazione Anole decideva di rivelare la propria omosessualità alla madre e al padre, ma questi non lo accettavano. Il ragazzo avrebbe cercato il sostegno dei suoi due migliori amici (Elixir e Satiro) che invece gli avrebbero voltato le spalle. La disperazione avrebbe portato Anole al suicidio…
Nella recente punta del blog delle leggende urbane dei comics, i due autori raccontano come l'editor Joe Quesada (appena salito al potere dopo la "caduta" di Jemas) avesse però cassato la storia quando gli albi erano già pronti, obbligandoli ad un tour de force per rimontare tutta la saga.
Quindi alla fine sembra proprio che Joe Quesada abbia voluto proteggere uno dei pochi personaggi gay della Marvel, risparmiandogli un destino che era un po' un cliché e prepararlo ad una carriera che gli avrebbe ritagliato un ruolo prominente nelle successive saghe dei New X-Men.

Ma leggendo meglio l'intervento di DeFilippis e Weir, notiamo che le cose non stanno proprio così:

"Quindi l'idea era che noi alleggerissimo un po’ la storia. Ci chiesero se potevamo eliminare il bacio lesbico che turbava i genitori (la risposta fu no perché senza quello la storia non poteva iniziare). Se potevamo non mostrare il bacio, magari facendolo avvenire fuori scena (optammo per mostrare solo le sagome). Se Northstar poteva non menzionare mai di essere gay (questo ci indispettì perché il suo coming out è avvenuto anni fa)"
Anche se l'obiettivo di Quesada era " to be less controversial. So a gay student killing himself is not a story he wants to see in his young-reader friendly book", dalle dichiarazioni dei due sembra che il problema, più che il suicidio di un personaggio gay, fosse affrontare il tema dell'omosessualità sull'albo.

Ma forse non dobbiamo guardare in maniera troppo maliziosa alla cosa.

Probabilmente Quesada stava solo cercando di ripristinare una dimensione più classica alla Marvel: in fondo fu uno degli storici editor della Casa delle Idee, Jim Shooter, ad obbligare John Byrne a trasformare quello che nelle sue trame doveva essere un Northstar omosessuale e sieropositivo in un Mezzo Elfo in crisi di astinenza da luce magica…

venerdì 10 ottobre 2008

Le case editrici cattive

Per il lettore di comics medio, il nerd sfegatato che si preoccupa che tutti i volumi abbiano la costina con i numeri progressivi, una casa editrice è cattiva quando ammazza il suo personaggio preferito, quando non ristampa la sua storia preferita o interrompe la sua serie preferita..
Oggi abbiamo per voi un racconto che vi mostrerà una nuova prospettiva sul concetto di "casa editrice cattiva"…

Interpellato ai microfoni della rubrica di gossip fumettistici Lying The Gutters, il disegnatore Pat Broderick, noto per la sue run su Doom 2099 e Legion of Super Heroes, ha raccontato vari momenti della sua carriera e tra questi gli ha stato chiesto quale fosse il suo ricordo peggiore.
Broderick, senza esitazione, racconta di un periodo in cui suo figlio Ryan aveva sviluppato una seria malattia, e per sostenerne le spese la polizza medica offerta dalla DC (con la quale al tempo lavorava come free lance) non bastava. Quando lo fece presente ai manager della casa editrice, questi usarono la malattia di suo figlio e la promessa di una polizza migliore come punto di negoziazione per estendere per un altro anno il suo contratto…

La storia ha portato la replica di Valerie D'Orazio, editor di svariati titoli DC e prossimamente scrittrice di Cloak e Dagger per la Marvel, che con il disegnatore condivide un'esperienza simile.
La donna nell'autunno del 2003 si trovava preda dei debilitanti effetti collaterali di una medicina contro il colesterolo, tra cui dolori alle arterie e artrite nonché una generale debolezza. Ad appesantire il tutto, stava anche sostenendo il carico di lavoro di altri due editor in permesso per maternità. Il dolore era diventato così tanto che si era trovata costretta a chiedere un breve periodo di permesso per malattia.
La risposta di Dan DiDio e dei manager della DC fu che Valerie non aveva diritto ad un permesso pagato ma, in via del tutto eccezionale, le avrebbero dato una settimana di permesso non-retribuito. La donna, che non poteva permettersi un periodo senza stipendio, si trovò costretta a lavorare nonostante la malattia, che così andò aggravandosi.
La condizione di Valerie è stata anche oggetto di tentato compromesso nel momento in cui ha rassegnato le dimissioni dalla DC. L'azienda le ha proposto di firmare un Accordo di Non Divulgazione, allettandola con l'ampliamento per un mese dell'assicurazione medica, anche se non lavorava più con loro: cosa di cui la donna aveva disperatamente bisogno vista la sua salute. Lei però ha rifiutato, per non privarsi del diritto di poter parlare delle ingiustizie che ha subito.
Le sue parole per descrivere quello che le è successo sono state "Le aziende non hanno diritto di fare dei compromessi sulla nostra salute."

domenica 24 febbraio 2008

Controversy Watch: strip di guerra

È un inferocito Ed! quello che sul suo blog si scaglia contro fumettisti e stripparoli improvvisati.
Tramite una nuova striscia ed una piratesca "ballata avvelenata" manda un chiaro messaggio al mondo fumettistico.

Cosa lo abbia portato a ciò lo ignoriamo, ma la vera domanda è: voi avete le "armi" per rispondere?


mercoledì 6 febbraio 2008

300 spartani che vennero da destra, ma non avevano la precedenza...

Propongo questa come la controversia della settimana.
Come segnalato da Roberto Recchioni, un esponente di Alleanza Nazionale, tale Andrea DePriamo, sta utilizzando l'immagine del fumetto di Frank Miller riportata qua a lato, come campagna pubblicitaria per sé e per il suo partito.

Come giustamente fanno notare in molti, è probabile che questo utilizzo possa essere sanzionato da una querela da parte di uno tra Magic Press, Frank Miller e Dark Horse.
Non solo questo manifesto ha avuto l'"onore" di apparire su Lying in the Gutters, ma adesso, a quanto pare, tale manifesto è scomparso dal sito del politico.

A conferma che niente e nessuno può fermare Leonida!
Auh! Auh! Auh!

via comicus.forumfree.org

martedì 8 gennaio 2008

Controversy Watch: Buon 2008!?

Quali sono le polemiche fumettistiche più roventi del fumetto italiano in questo inizio 2008?

Apre le danze Michele Medda con il suo "messaggio di pace per l'anno nuovo": lo scrittore di molte serie Bonelli si lamenta per le critiche subite da un lettore circa l'ultima storia di Dylan Dog da lui scritta, in cui prende di mira i manga-fan più accaniti. L'autore, non alieno anche in passato a questo tipo di controversie (come lo stesso fa notare), rischia però di alienarsi le simpatie quantomeno di alcuni lettori…

Via Glifo/Comicus Forum

Passando ad altro come non segnalare l'articolo X-Lost di Giuseppe Pelosi di uBCfumetti.com ?
Oltre all'articolo vero e proprio che rileva dei paralleli tra "Lost" e X-Men (su cui ci sarebbe da discutere, ma non è questa la sede per approfondire), ci piace segnalare la prima parte, ossia una decisa difesa della nona arte, e la fine dell'articolo in cui ai "giovani autori rampanti" del fumetto italiano, impreparati e senza frecce al loro arco, viene consigliato di andare ad imparare in America con un biglietto di sola andata.

A voi il giudizio e, con queste premesse, un buon 2008 da Controversy Watch!